Siamo poeti. Evviva! Ma dei poeti che vogliono e sanno vivere. Dei cercatori di formule nuove e di sostanza occulta. Ci siamo lanciati allegramente in questa suprema avventura dello spirito, in fondo alla quale ignoriamo ciò che ci attende. Intanto, chiamateci pure «bolscevichi». Credo che nel nostro spirito, munito di ogni comfort, ci sia posto anche per il bolscevismo.
(Mario Carli, Con D'Annunzio a Fiume, Milano, Facchi Editore, 1920; pp. 124-125)
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